Threshold – Psychedelicatessen

Il prog metal vivette nei primi Novanta un’autentica era d’oro. “Images & Words” dei Dream Theater spalancò ai fan le porte di un microcosmo pieno di musicisti eccellenti, capaci di intarsiare le influenze settantiane dei maestri Rush con l’hard & heavy di matrice britannica. Se da un lato è accettato dai più che i Theater insieme ai precursori Queensryche e Fates Warning siano i capostipiti di queste sonorità (giusto per evitarci la solita polemica, i Tool fanno gara a sé e a parte), il sottobosco è popolato di eccellenti act e artisti di livello assoluto.

Tra Vanden Plas e Shadow Gallery, impossibile non parlare dei Threshold, capaci nei Novanta di incidere almeno un paio di lavori che meritano un ascolto.

“Wounded Land” del 1993 e il qui presente “Psychedelicatessen” rappresentano bene il compendio della musica degli inglesi guidati dal chitarrista Karl Groom e dal tastierista Richard West. La stabilità della line-up invero non è mai stato il forte del gruppo, causa probabile della mancata esplosione dei Nostri sul mercato.

In “Psychedelicatessen” i servizi dell’ugola di Glynn Morgan, con il supporto dell’ottimo bassista e co-fondatore Jon Jeary, conferiscono a un impianto classicamente heavy (con riff a volte ai confini con il thrash – valga per tutti l’ascolto del capolavoro “Into The Light“) quell’impronta vocale distintiva (che ritroveremo nei Mindfeed, prossimamente su queste pagine), che portò la popolarità dei Threshold ad alti livelli nell’underground, permettendo alla band di andare in tour anche come spalla dei Dream Theater.

Nei Duemila i Threshold proseguiranno nella propria opera pubblicando lavori certamente interessanti (su tutti segnalo “Subsurface” e “Dead Reckoning”), tuttavia è negli album dei Novanta che è possibile rintracciare l’originalità di un gruppo che ha saputo offrire specialmente agli inizi una chiave di lettura differente, creativa, imprevedibile e spesso decisamente heavy (sentitevi opener e “Devoted” – la loro “Pull Me Under” se volete – per ulteriori delucidazioni) rispetto ai dominanti Theater di quegli anni.