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Karnivool – Sound Awake

Al momento della sua uscita, non dedicammo troppo spazio al secondo album dei Karnivool. Un errore fatto da molti all’epoca, salvo poi recuperare negli anni seguenti riconoscendo a questa band australiana un valore tutt’altro che secondario nella scena progressive di quell’epoca.

Se, per i miei relativamente rilevanti gusti personali, il loro miglior album rimane il debutto (benché fosse sostanzialmente al pari di un lavoro solista del bravissimo Andrew Goddard) “Themata“, è indubbio che l’eco che “Sound Awake” ebbe nel mondo musicalmente civilizzato fu notevolissimo.
Se i riferimenti all’ibridazione del sound Tool-iano con la tendenza alternative metal del primo disco sono perfettamente rintracciabili anche nel sequel, la personalità che emerge nelle 11 tracce qui sotto è decisamente superiore a quanto ascoltato in precedenza.

La continuità col passato collide con una spinta progressive sempre più inarrestabile. Ciò consentì ai Karnivool di impegnarsi in alcune tra le loro composizioni più importanti come “New Day”, oppure la clamorosa doppietta conclusiva “Deadman“/”Change“.
Ci sono anche soluzioni più brevi ma non per questo meno strutturate: in questo caso “Set Fire to the Hive” e “Illumine” sono ugualmente ascolti obbligati, con qualche richiamo al passato più “crossoveriano” e nervoso dei Nostri (anche se nulla si avvicina qui a quanto proposto in “Scarabs” per esempio).

I paragoni che invece smossero canzoni come “Umbra” e “The Caudal Lure” vedevano coinvolti tra gli altri anche Mars Volta, Muse e Porcupine Tree.
In generale è il rollercoaster emozionale che trascina l’ascoltatore dall’inizio alla fine di “Sound Awake” a conquistare anche dopo dieci anni.
Ed è stato proprio in occasione del live streaming celebrativo del decennale (appunto) di questo disco che ho deciso di proporlo in questa rubrica. Perché questo è uno dei casi in cui realmente l’etichetta “sottovalutato” deve essere accompagnata anche dall’avverbio “criminalmente”.

Qualche parola, in conclusione, anche sull’interessantissimoAsymmetry” che rimane, purtroppo, l’ultimo album fino a oggi pubblicato da questa ottima formazione. La scelta di puntare su un sound molto più spigoloso e diretto, sembra solo in apparenza cozzare con quanto proposto in “Sound Awake”.
I Karnivool hanno da sempre scelto soluzioni meno scontate e prevedibili possibili tra una release e l’altra. Ergo se la sferragliante “A.M. War” e “The Refusal” possono far pensare a del post hardcore propriamente detto, le atmosfere elettroniche (ai confini con lo space rock) di “Aeons” e di “Eidolon” fanno parte di un disegno molto ampio, che punta a estremizzare e condensare in un unico disco tutte le influenze e le caratteristiche mostrate dai Nostri nei due lavori precedenti.

Di certo, prima di avventurarsi su “Asymmetry” conviene metabolizzare e apprezzare prima “Sound Awake” e, nel caso in cui questa musica faccia al caso vostro, passare al fantastico esordio “Themata”. Solo in seguito quindi potrete puntate sicuri anche sul terzo album dei Karnivool.