Questo disco, uscito sotto il nome “Prince & The Revolution“, funse da colonna sonora per un film omonimo. Se la pellicola è altamente trascurabile, di tutt’altra pasta è la musica contenuta nelle 9 tracce dell’ellepì. In cui Prince, al massimo della creatività, martella funk fuori giri incrociati con l’hard rock (“Let’s Go Crazy”), piazza riff d’antologia (“Computer Blue”), crea melodie e ritmi memorabili al confine fra R&B, soul e rock (“The Beautiful Ones” e “When Doves Cry”), esplora l’erotismo più torbido e perverso (“Darling Nikki”), utilizza crema hendrixiana in languidi e intensi blues contemporanei (la title – track) e, in generale, compone una sintesi magistrale fra musica nera e new wave bianca. Se artisticamente il musicista americano si supererà ancora, “Purple Rain” rimane il suo più grande successo commerciale: 13 dischi di platino in patria e 20 milioni di copie sparse per il mondo.
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